Business passivo: un modello su cui investire per crescere

Chi è dotato di spirito imprenditoriale è sempre alla ricerca di buone idee
ed intuizioni che possano portare allo sviluppo di un profittevole business. I
modelli di business sono praticamente infiniti, ma questa infinità è possibile dividerla in due grandi categorie: modelli attivi e modelli passivi.

Le definizioni parlano da sé: il modello attivo implica un costante approvvigionamento di energie e risorse per poter funzionare, un bar per
esempio, non si gestisce da solo; i modelli passivi, invece, prevedono un
investimento iniziale per quanto riguarda la progettazione di una gestione
automatizzata che comporti il minimo dispendio di energie e risorse umane
possibili (un minimo residuo c’è sempre).

È proprio questo il modello che ci interessa analizzare e prendendo ad esempio il business delle lavanderie self-service che ben rappresentano l’idea di investimento passivo e che risulta essere una buona base di partenza utile anche a sviluppare ulteriori business satelliti.

Lavanderia self-service come modello di business

Una lavanderia self-service, per quanto non sia certamente un’idea fresca e
originale, rappresenta un modello di business passivo ideale per chi ha delle risorse finanziare da investire su un’attività che non implichi un totale
impegno in termini di presenza e di tempo; quindi il modello giusto per essere affiancato ad un’altra attività imprenditoriale o anche ad una solida realtà di lavoratore dipendente, capace di fare da base per lo sviluppo di questo tipo di progetto.

È opportuno però fare una premessa: quando parliamo di business passivo, non è possibile farlo considerando l’enunciato come veritiero al 100%; soprattutto all’inizio è necessario un impegno importante per organizzare e mettere in essere gli strumenti, le strutture e logistica affinché l’attività possa funzionare con una gestione automatizzata. In ogni caso, anche dopo, sarà necessario un lavoro di controllo per verificare che tutto stia procedano secondo i piani.

Anche nella gestione di affitti (modello di business passivo per eccellenza),
per esempio, comporta per quanto minimo, un dispendio di energie e risorse che, in ogni caso, possono essere delegate ad una terza persona che può essere un collaboratore a contatto o anche un socio lavoratore; in questo modo e a patto che si goda di una solida fiducia nei confronti del delegato, questo business potrebbe essere davvero un’opportunità per fare profitto con un dispendio molto basso di risorse.

I vantaggi di aprire una lavanderia a gettone

Premessa: per compilare con valore reale queste righe dedicate al modello di business che stiamo analizzando, abbiamo fatto riferimento all’esperienza e alla competenza dello staff tecnico e commerciale dell’azienda Dry-Tech specializzata nella progettazione e realizzazione di lavanderie a gettone chiavi in mano, i cui servizi sono consultabili al sito internet https://www.dry-tech.it/.
Secondo quanto rilevato dal confronto con questa realtà imprenditoriale,
possiamo sintetizzare i vantaggi di aprire una lavanderia a gettone come segue.

Il primo vantaggio riguarda appunto il fatto di star investendo su un
progetto che, al netto delle risorse necessarie per metterlo in essere, non
comporta un particolare impegno di risorse ad attività avviata.

Il secondo vantaggio riguarda la possibilità, difficile in altri tipi di
business, di poter approssimare con una certa precisione i margini di profitto secondo un piano di fattibilità molto semplice e lineare. Si tratta di
un’attività che non presenta particolari imprevisti o variabili non prevedibili che potrebbero presentarsi in qualsiasi momento della gestione.

Il terzo vantaggio è quello di poter sfruttare lo spazio della lavanderia
per innestare su di esso alcuni business satelliti, sempre passivi, come
l’installazione di macchinette automatiche per la rivendita di prodotti, sia
attinenti e di utilità per il bucato, sia per il ristoro, quindi snack, bibite
calde e fredde e anche soluzioni per l’intrattenimento. Le possibilità sono
davvero infinite e dare uno sguardo a quello che succede in altri Paesi del mondo potrebbe essere un’ulteriore opportunità per capire come sfruttare al massimo questo business del bucato a gettone.

Nella città di New York, per esempio, le lavanderie sono dei veri e propri
centri di agglomerazione culturale, con la presenza al loro interno di attività extra che uno può svolgere mentre aspetta la fine del ciclo di lavaggio dei suoi panni. Nel nostro Paese da questo punto di vista, salvo qualche rara eccezione, non siamo poi così preparati ad accogliere questo tipo di idee.

Come aprire una lavanderia a gettone

Per aprire una lavanderia a gettone le soluzioni sono principalmente due:
occuparsi personalmente di tutti gli aspetti, dalla scelta del locale alla
ristrutturazione per adattarlo al tipo di attività (compresa tutta la burocrazia che c’è dietro) e gestire la fornitura dei macchinari necessari e occuparsi di tutti i dettagli necessari a far partire il progetto.

Fare questo è certamente possibile, ma è chiaro che risulta essere la via
più complicata e meno in linea con l’idea di un business passivo. Una soluzione che consenta di rimanere sul buon proposito di dedicarsi ad un business passivo e di semplificare tutti i passaggi necessari per realizzarlo, la offre un’impresa specializzata che possa prendere in carico il progetto e consegnare una struttura completamente funzionante e pronta a generare profitto.